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Italia = Antiterrorismo: la Nato sperimenta in Sardegna Jedi, "cupola elettromagnetica" che disattiva i detonatori dall'alto

Si chiama Jedi, come i cavalieri buoni di Guerre Stellari, ed è una specie di "bolla elettromagnetica" che protegge le aree a rischio di attentato, neutralizzando dal cielo gli impulsi dei detonatori. Quella che sembra una vera e propria "guerra elettronica" al terrorismo viene sperimentata dalla Nato in questi giorni in Sardegna. La "bolla elettromagnetica" per ora ha dimostrato di funzionare con diversi tipi di artifici.

http://www.roma- citta.it/ roma/news_ 16087---Italia- --Antiterrorismo -la-Nato- sperimenta- in-Sardegna- Jedi-cupola- elettromagnetica -che-disattiva- i-detonatori- dall-alto- cronaca.html

 

Nato, Trial Imperial Hammer, esercitazione hi-tech anti-terrorismo

Pagine di Difesa, 9 ottobre 2008

Dal 29 settembre al 16 ottobre in Italia una delle più importanti attività di sperimentazione dell’Alleanza nel campo dell’ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) . Presentato il nuovo mini UAV dell’Aeronautica lo Strix, sviluppato dal centro di eccellenza UAV dell’Aeronautica Militare. Sperimentato il sistema Jedi, sviluppato dal Reparto di Guerra Elettronica dell’Aeronautica – Restoge, in grado di inibire l’attivazione di IED via etere.

Trial Imperial Hammer 08 su TG2
(Adnkronos) - Una 'bolla' elettromagnetica che dal cielo protegge le aree a rischio di attentato, confondendo e neutralizzando gli impulsi dei detonatori degli ordigni: e' la nuova frontiera della guerra elettronica al terrorismo che la Nato sperimenta fino al 15 ottobre in Sardegna con le prove e le verifiche previste dal programma delll'esercitazione Trial Imperial Hammer 08. Nel corso delle attivita' non verra' utilizzato alcun armamento reale ma solo ed esclusivamente tecnologia, a cominciare dai piu' sofisticati sistemi elettronici in grado di 'disturbare' l'attivazione degli esplosivi.

Trial Imperial Hammer 08 sul portale dell'Aeronautica Militare
Il sistema e' in fase sperimentale: non ha ancora neanche un nome tecnico e viene chiamato familiarmente 'Jedi', come i cavalieri buoni di Guerre Stellari. Ci vorra' quindi del tempo per un suo eventuale utilizzo pratico ma le prime prove effettuate hanno dato esiti a dir poco confortanti. Nella prima settimana di utilizzo, la 'cupola' elettromagnetica ''ha dimostrato di funzionare al meglio con diversi tipi di artifici, vanificando ogni possibile attivazione. La sfida -dice all'AdnKronos il colonnello Sandro Sampaoli, 'trial manager' dell'esercitazione e comandante del Reparto supporto tecnico-operativo di guerra elettronica dell'Aeronautica militare- e' arrivare a coprire la piu' ampia gamma possibile di minacce. Quello che qui in Sardegna per la prima volta stiamo testando e' un prototipo. Se il sistema confermera' la propria validita', potra' essere pensata un'applicazione operativa''. Secondo i promotori del progetto, la fascia di sicurezza potrebbe
essere assicurata dal cielo da un elicottero, da un aereo da trasporto o anche da un 'Uav', come vengono denominati gli aerei senza pilota che possono essere utilizzati per scopi operativi di prevenzione del terrorismo. ''L'applicazione pratica e' studiata per la protezione dei contingenti militari nelle missioni all'estero ma anche con l'obiettivo di ridurre al minimo le vittime civili in aree di crisi'', rileva il colonnello Sampaoli.

Trial Imperial Hammer 08 sul portale della NATO
Da non sottovalutare l'effetto di deterrenza che il dispositivo potrebbe produrre in termini di dissuasione dall'organizzare e compiere certi tipi di attentati che attualmente, in teatri operativi particolarmente turbolenti, si verificano invece con una certa frequenza. Se 'Jedi' dimostrera' un'effettiva utilita' nella pratica, non e' escluso che un domani la 'cupola' elettromagnetica possa trovare applicazione per la sicurezza e la prevenzione del terrorismo in occasioni di summit internazionali o eventi di particolare rilevanza. Sempre in tema di velivoli senza pilota, nel corso dell'esercitazione Trial Imperial Hammer si stanno valutando le potenzialita' operative del mini-aereo 'Strix', che puo' essere trasportato in uno zaino ed ha un'autonomia di volo di un'ora. Dotato di una rampa di lancio e di una 'ground control station' che puo' essere programmata prima della missione per 'istruire' il velivolo sull'itinerario e sugli obiettivi, lo Strix puo'
essere inviato in aree di rischio per filmare e fotografare dall'alto (anche di notte grazie alla telecamera a raggi infrarossi) intere zone a tutto vantaggio della sicurezza dei contingenti militari in missione. L'Aeronautica militare ha acquisito tre di questi 'Uav' di ultima generazione. I sistemi elettronici in dotazione alle forze armate saranno testati anche per quanto riguarda i nuovi metodi di interazione tra aerei di vari Paesi. A questo fine, l'esercitazione prevede anche attivita' di 'targeting' comune tra velivoli Tornado per la localizzazione e la neutralizzazione del bersaglio con dispositivi non letali e distruttivi ma elettronici.

Lo scopo ultimo dell'esercitazione e' quello di sviluppare ed integrare le attivita' di intelligence antiterrorismo delle 15 nazioni e delle dieci organizzazioni Nato che prendono parte all'esercitazione. Saranno coinvolte in tutto 1.300 persone, di cui 800 militari italiani di tutte le forze armate. Tra i Paesi partecipanti, un contributo rilevante viene fornito dalla Francia e dalla Germania. La guerra elettronica contro i terroristi va in scena in questi giorni a Cagliari, nella parte militare dell'aeroporto di Elmas, nella base di Decimomannu, e nel poligono interforze del Salto di Quirra, che si articola sulle basi di Capo San Lorenzo e Perdasdefogu. L'attivita' di sperimentazione prevede ogni giorno uno scenario diverso durante il quale verra' riprodotta una minaccia di tipo terroristico. Tra le diverse simulazioni, verra' ipotizzato un attacco ad un convoglio con l'utilizzo di Ied (Improvised Esplosive Device) e, per contrastarlo, verranno provati
nuovi sistemi elettronici capaci di disturbare l'attivazione dell'esplosivo. Verranno utilizzati anche velivoli senza pilota che verificheranno la proprie capacita' di identificare dove e' stato nascosto l'ordigno. Un altro aspetto rilevante dell'esercitazione e' quello che punta a migliorare in modo sensibile le capacita' di ricognizione delle forze armate in zona di operazione e, quindi, di poter disporre in tempo quasi reale di immagini e riprese di cio' che accade sul terreno o in mare. Questa consapevolezza della situazione, che in gergo militare viene definita 'situation awareness', consente di migliorare le capacita' operative dei militari della Nato offrendo una maggiore sicurezza ed efficacia.

Il personale operativo e i mezzi terrestri, navali ed aerei della Trial Hammer verranno inseriti in un sistema altamente complesso di rilevazione, analisi e condivisione delle informazioni (interoperabiilta' attraverso condivisione dei dati). Il risultato che si cerchera' di conseguire e' quello di fornire alla Nato risposte certe sulla funzionalita' di nuovi sistemi, apparati e procedure, messe in comune tra i partner dell'Alleanza. L'esercitazione simulata rientra nell'ambito delle attivita' previste dalla Nato per la trasformazione delle sue capacita' militari. L'edizione 2008 della Trial Hammer e' stata presentata il mese scorso a Bruxelles, presso il quartiere generale della Nato, da Peter Flory, segretario generale aggiunto dell'Alleanza per gli investimenti di difesa, e dal colonnello Sandro Sampaoli, responsabile dell'esercitazione. La maggior parte delle esercitazioni simulate si terra' nell'area marittima sarda e a quote molto elevate, proprio
per limitare al minimo i disagi sulla popolazione. Per lo stesso motivo, quelle terrestri si terranno in zone demaniali e recintate. La capacita' di ''condividere le esperienze nel moderno campo di battaglia e' di suprema importanza per la Nato. Cio' -si legge sul sito dell'Alleanza Atlantica www.nato.int- richiede la messa in comune di informazioni da una serie di fonti tecniche ed umane. Le esercitazioni Nato che utilizzano scenari realistici aiutano le forze dell'Alleanza ad interoperare sul terreno''. L'esercitazione Trial Imperial Hammer ''cerchera' di forgiare un'architettura di intelligence pienamente congiunta mettendo insieme assetti terrestri, marittimi, aerei e spaziali per condividere dati e immagini in grado di essere sfruttati nella lotta comune al terrorismo. E cio' avra' implicazioni specifiche per le forze di risposta Nato nello sviluppo di metodi per condividere informazioni cruciali nella direzione di una migliore consapevolezza della
situazione e della prontezza di combattimento da parte dell'Alleanza' '.

http://www.paginedi difesa.it/ 2008/pdd_ 081020.html




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