08/02/15
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Riscaldamento globale: il 2012 potrebbe battere tutti i record
Due scienziati contestano uno degli argomenti principali degli scettici del global warming















Per alcuni scienziati, il riscaldamento globale si sarebbe improvvisamente fermato nel 1998, ma questa affermazione è davvero fondata?
Stefan Rahmstorf ((Institute for Climate Impact Research di Potsdam, Germania) e Grant Foster (Tempo Analytics) hanno pubblicato nell'ultimo numero della rivista Environmental Research Letters, una confutazione sorprendente del mantra preferito dei climatoscettici. Infatti, le curve che illustrano gli ultimi sviluppi della temperatura media della Terra, mostrano una leggera diminuzione dal 1998. Questa curva quasi piatta può confondere, soprattutto perché le emissioni di gas ad effetto serra non hanno cessato dalla fine degli anni 1990, anzi sono aumentate.
 
Come si spiega? La tendenza di fondo del riscaldamento, è accentuata o rallentata dai fenomeni naturali. Questi sono numerosi, ma i ricercatori hanno scelto di prenderne in considerazione solo tre.

- Il primo è il ciclo dell’Oscillazione australe El Niño: questo vede l'alternarsi di fasi calde, conosciute come El Niño e fredde dette La Niña che guidano verso l'alto o verso il basso la temperatura media della Terra con intervalli che vanno da due a sette anni.


- Il secondo è l'attività solare: questa varia secondo un ciclo di 10-12 anni.

- Il terzo, è semplicemente l'attività vulcanica: quando si verifica una potente eruzione come quella del vulcano El Chichon (1982) e del Pinatubo (1991), la temperatura media della Terra potrebbe perdere mezzo grado l’anno seguente.



Tenendo conto di questi tre parametri, gli autori hanno stimato quale fosse il loro rispettivo contributo sulle temperature degli anni dal 1979 al 2010. Hanno potuto così estrarre dalle curve di elevazione delle temperature quella parte dovuta all'accumulo di gas serra.



Per essere il più esaurienti possibile, hanno trattato nello stesso modo le cinque serie di dati disponibili: due, ottenute dalle misure satellitari e le altre tre, ottenute grazie alla lettura della temperatura rilevata a livello del suolo nelle stazioni meteorologiche dislocate in tutto il pianeta.

Hanno poi fatto la media delle cinque curve per ottenere la migliore approssimazione possibile della "reale" curva del riscaldamento dovuta alle emissioni di gas serra di origine antropica. Il risultato tra il 1979 e il 2010 è che la tendenza è chiara: tra 0,14 e 0,18 C° di aumento per ogni decennio.

In questa classificazione corretta dai capricci della natura, l'anno 2011 non è più al decimo posto tra gli anni più caldi, ma al primo: i ricercatori hanno preso in considerazione una attività solare ancora relativamente bassa e soprattutto una Niña molto forte, la più potente che sia stata misurata in circa sei decenni.

Al contrario, l’anno 1998, eccezionalmente caldo per i registri classici, si trova al nono posto, essendo stato preso in considerazione un El Niño molto intenso, il più potente del secolo.

L’anno 2012, con un attività solare che riprende in intensità e la Niña che sembra scomparire, potrebbe battere tutti i record.

tratto da Astronews



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