08/02/15
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Craniosacrale (1): due modelli per una disciplina
Cos'è la terapia craniosacrale e come funziona
Maria Cristina Chiarelli - Aloka













Il Sistema Craniosacrale venne scoperto agli inizi del Novecento da William G. Sutherland, medico, specializzando alla scuola di Osteopatia di Kirksville, Missouri.

Mentre osservava le ossa disarticolate di un cranio, il dott. Sutherland venne colpito dalla somiglianza tra la forma e le suture delle ossa temporali e parietali con le branchie di un pesce e gli venne il pensiero che, come queste, anche quelle fossero parte di un sistema respiratorio.

Questa intuizione andava contro quello che veniva insegnato allora nelle facoltà di Medicina e Chirurgia, ossia che dopo la nascita le suture tra le ossa craniche iniziano a fondersi e che alla fine dell'infanzia o al massimo nell'adolescenza questo processo si completa, le ossa non permettono più alcun movimento ed il cranio diventa solido come una noce di cocco.

A quel primo insight fecero seguito oltre trent'anni di sperimentazione. All'inizio Sutherland si comprò un casco da baseball e lo modificò con cinghie e viti, in modo da poter bloccare il movimento di un osso cranico alla volta, poi ne osservava gli effetti su se stesso, registrandoli su un diario. Chiedeva anche a sua moglie di notare se accadevano in lui alterazioni come cambiamenti di umore o comportamenti insoliti.

Il Sistema Nervoso Centrale, formato da cervello e midollo spinale, fino alle radici dei nervi che fuoriescono dai forami intevertebrali, è se non la più vitale, certo la più importante struttura del corpo umano, perciò Madre Natura, o l'evoluzione se preferite, li ha messi accuratamente al riparo impacchettandoli in tre strati di membrane, le meningi, all'interno delle quali scorre un fluido che ha, tra le altre, la funzione di shock adsorber, e poi ha inscatolato il tutto in un contenitore osseo, formato dalla teca cranica, dalle vertebre e dal complesso sacrococcigeo.
Questi componenti erano, e sono tuttora, singolarmente noti agli studenti di Anatomia. Quello che non si conosceva, o si negava allora, e che ancora oggi è abbastanza ignorato e trascurato, è che tutti questi componenti si comportano come un Sistema, non diversamente dal Sistema Circolatorio o da quello Respiratorio.

Anzi, poiché l'oscillazione del Sistema Craniosacrale si percepisce già nell'embrione di poche settimane, mentre la respirazione polmonare inizia solo alla nascita, questo fu chiamato anche Meccanismo (o Sistema) Respiratorio Primario e, più tardi, Respirazione Primaria.

Ora, anche senza essere medici, tutti noi sappiamo che se si interrompe il battito cardiaco o si impedisce il respiro anche per pochi minuti, l'organismo umano non sopravvive. Le interruzioni o le restrizioni al movimento nel Sistema Craniosacrale non sono altrettanto letali, ma nel tempo comportano una possibile ricaduta su diversi sistemi o apparati, manifestandosi ad esempio come dolori articolari e/o muscolari, con ridotta funzionalità delle articolazioni, oppure restrizioni alla circolazione dei fluidi corporei, ad esempio difficoltà di drenaggio del sangue venoso in uscita dal cranio, che possono determinare mal di testa come le “cefalee da pieno”. Oppure, per fare un altro esempio, se sono coinvolti nella restrizione di movimento plessi del Sistema Nervoso Autonomo, che innerva organi e visceri, la ricaduta può essere sulla funzionalità dell'apparato digerente, sullo stomaco o sull'intestino, e via dicendo.

Dopo aver scoperto il Sistema Craniosacrale e poi descritto i movimenti dei suoi diversi componenti, il dott. Sutherland rivolse la sua indagine alle cause: che cos'è che fa muovere, oscillare, respirare le ossa craniche e tutte le altre strutture, i tessuti, i fluidi?

La risposta a questa domanda segna una divisione tra operatori e ricercatori nell'ambito della disciplina.

1) Una corrente che chiameremo Biomeccanica, nell'intento di mantenere la disciplina in un ambito accettato e riconosciuto dalla Medicina ufficiale, spiega il movimento del Sistema Craniosacrale con modelli riconducibili a principi di Fisica e Meccanica dei Fluidi, ad esempio la diversità di pressione del Fluido Cerebrospinale (CSF) nel momento in cui viene prodotto e immesso nel Sistema Ventricolare e quello in cui viene riassorbito dopo aver circolato nel cervello e nel midollo spinale. L'esponente più noto di questa corrente è il dott. Upledger.

2) Altri ricercatori invece postulano l'intervento di un Forza vitale, che Sutherland, da lettore della Bibbia, ispirandosi alla Genesi aveva chiamato il Respiro della Vita, non dissimile, per quanto riguarda la mia comprensione ed esperienza, da quella che la Medicina Tradizionale Cinese chiama Qi, la tradizione yogica chiama Prana, i Tibetani chiamano “Vento delle Forze Organizzatrici”.
Quest'ultima posizione è detta Biodinamica, ed è stata sviluppata da Rollin Becker, Franklyn Sills, James Jealous, tra gli altri.
Secondo questa impostazione il movimento delle ossa craniche, delle suture, delle articolazioni ecc, movimento descritto come ritmico alternarsi di una inspirazione/flessione/rotazione esterna e di una espirazione/estensione/rotazione interna, non è che l'espressione più esterna e meccanica di impulsi di movimento più profondi e più lenti che percorrono tutto il corpo in senso longitudinale, come una marea che sale dalle estremità inferiori allargandosi verso l'alto e, dopo aver raggiunto la sua massima espansione, altrettanto lentamente si ritira verso il basso, restringendosi. Alcuni autori hanno infatti chiamato la ritmica oscillazione dei fluidi Marea media
Questo movimento è attribuito all'insieme dei fluidi corporei (non solo CSF, ma anche sangue, linfa, fluidi extra e intracellulari) che “respirano” all'unisono con un ritmo di circa 2,5 cicli al minuto.
I fluidi sono altresì visti come ciò che veicola nel corpo il Respiro della Vita e il suo progetto di Salute. Anche in questo caso mi viene spontaneo il paragone con il pensiero medico cinese, secondo il quale è il Sangue (Xuè) che trasporta il Qi, mentre il Qi muove il Sangue, come pure per il riconoscimento dell'importanza dei Jing-ye, ossia dei fluidi corporei.

L'approccio biodinamico costringe anche a porsi un bel po' di domande imbarazzanti.
Ad esempio: se i fluidi trasmutano e diffondono nel corpo vivente il Soffio vitale, quest'ultimo da dove viene? Dal Nulla, dal Tutto, dal Vuoto, dalla Quiete Dinamica (così la chiamano i Craniosacralisti)? Ed eccoci daccapo in un territorio da cui la Scienza occidentale ha disperatamente tentato di tenersi lontana, preferendo lasciarlo ad altre visioni del mondo, come il Buddhismo o il Taoismo. Peccato che nel Novecento la Fisica Quantistica abbia rimescolato parecchio le carte e reso sostanzialmente improponibile il gioco a-noi-la-verità (scienza/oggettività) a-voi-le fantasie (intuizione/soggettività/misticismo).
Oppure, dove si trova la matrice, il blueprint del nostro corpo, ciò che fa sì che una singola cellula, lo zigote, diventi un corpo umano intero e quasi sempre perfetto?

Dopo decenni di dominio incontrastato della Genetica, oggi sono sempre di più i critici della supremazia del DNA. Ad esempio, secondo l'Epigenetica, il DNA è responsabile della forma e grandezza delle mani, ma non se quell'embrione avrà le mani, nella fattispecie, se è un embrione umano, avrà due mani. Per la risposta dovremo probabilmente orientarci verso la teoria dei Campi Morfogenetici di Rupert Sheldrake, o agli esperimenti del pioniere di queste ricerche, il dott. Harold Saxton Burr che negli anni Trenta e Quaranta del Novecento aveva costruito un prototipo di macchina fotografica che mentre fotografava un seme mostrava il campo aurico dell'albero che sarebbe diventato.

Così, mentre siedo alla testa di una persona che è venuta a ricevere un trattamento e ascolto con le mani i movimenti ritmici del suo Sistema Craniosacrale, posso decidere io che cosa fare: se lavorare, ad esempio, sulle tensioni fasciali, oppure disimpegnare le articolazioni del bacino, o concentrarmi invece su un eventuale disequilibrio della base cranica, a seconda del problema per cui la persona è venuta da me, e di quello che nella prima fase di ascolto e palpazione ho sentito essere giusto fare in quel momento. In questo caso diremo che sto lavorando in modo Biomeccanico.
Ma ho anche un'altra opzione, che è quella di sintonizzarmi con i ritmi profondi della Respirazione Primaria ed aspettare che una scelta venga presa “dal di dentro”, dalla Salute che muove i fluidi, e quando questa scelta si manifesta mettermi al suo servizio e seguire il Piano di Trattamento Intrinseco che si svolge secondo le sue priorità, che sono le priorità dell'Intelligenza superiore che governa ogni corpo e l'Universo.
(Continua)


Maria Cristina Chiarelli
vive e lavora a Firenze




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