Ritengo
che gli stati emotivi che in vite precedenti abbiamo indotto agli altri
tra cui i cattivi affetti della rabbia o collera, della colpa, della
paura ritornino nel corso delle esistenze future. La
disperazione, l'impotenza, in sintesi il dolore morale o fisico che le
nostre azioni passate hanno arrecato agli altri rigenerano come causa e
caratteristiche della malattia attuale. La parte biologica e
psicologica del morbo sono soltanto i gusci esterni di una semeiotica
spirituale e karmica. La patologia è un'eco riflessa, un
rispecchiamento emozionale e biologico di quanto noi abbiamo prodotto
negli altri e in noi stessi nel corso delle vite. Il destino confeziona la riedizione del dolore morale e fisico che abbiamo prodotto su noi stessi e sul prossimo nel nostro cammino esistenziale.
Ad esempio non credo che i gravi sensi di colpa di una depressione o
l'angoscia subìta durante un attacco di panico siano casuali. Non penso
che la disperazione di un abbandono o la paura conseguente ad
un'aggressione siano fortuiti o accidentali.
Il
karma parla attraverso le emozioni in un riverbero, in un do ut des e
questo ritorno ha un significato non solo educativo, ma anche
maieutico, perchè fondamentalmente siamo noi causa del nostro morbo e
noi educatori e medici di noi stessi attraverso la sofferenza.
Comprendiamo tramite l'emozione e grazie ad essa diveniamo consapevoli
all'Amore. E' attraverso l'emozione che sentiamo di odiare. La collera
non è un concetto intellettuale è un'emozione. La paura non è un'idea
astratta ma un disagio profondo fino all'angoscia.
Questo
solfeggio, questo pathos che ogni giorno siamo destinati a ripercorrere
può educarci alla malattia come può riportarci alla salute lungo il
corso delle vite. E' importante quindi non recidivare le stesse emozioni per non riprodurre gli stessi morbi. Il dott. Hamer parla di "shock imprevisti",
di "conflitti di perdita", di "conflitti di frustrazione" ecc. Io
sostengo che tali traumi non siano gli incipit della malattia, ma che
la sorgente sia ben più antica e risulti spesso pregressa allo iato
esistenziale attuale. Sono affetti di ritorno quelli che ammalano
come boomerang karmici che un tempo abbiamo lanciato contro gli altri o
contro noi stessi. Peraltro vorrei specificare ancora meglio questa
legge spirituale. Dal mio punto di vista non esiste una paura, una
colpa, un dolore che sperimentiamo maggiore o minore rispetto a quello
che abbiamo proiettato sugli altri in questa esistenza o nei tempi
arcaici. Questi rivissuti di stati d'animo non sono simillimi, ma
identici alla causa che li ha generati, poichè la giustizia di Dio non
ci invia ciò che non siamo in grado di sopportare nè più di quanto
abbiamo determinato. Naturalmente non si tratta di punizioni e non mi
appartiene il concetto di espiazione o di peccato, nè di inferno,
purgatorio e paradiso.
Il dolore riverbera nel futuro educandoci tramite la malattia e la sofferenza alla consapevolezza dell'Amore.
Quella
che ho definito LEGGE KARMICA EMOZIONALE enunciata qui per la prima
volta alle ore 9,30 del 14 agosto 2005 secondo me è alla base di ogni
problema patologico.
Una seconda osservazione biologico-spirituale consegue alla prima: la presenza dei NUCLEI DI TENSIONE KARMICA (NTK).
L'evento
disarmonico o anti-dharmico, genera di per sè un NTK o Nucleo di
Tensione Karmica che se non viene fatto sfogare con un'ABREAZIONE,
continua a espandersi, a tendersi producendo DOLORE.
Il Dolore è l'unico stimolo evolutivo che ci costringe a ricercare l'Amore.
La regressione ipnotica è una metodologia per disinnescare e
"sgonfiare" gli NTK. Che strano scrivere quanto ho capito in ventitrè
anni di lavoro in una sintesi così apparentemente elementare!
Nel
nostro karmasaya, cioè nel deposito di tutti i karma, vivono questi
nuclei di tensione che sono la dinamo per la nostra crescita spirituale
e sono localizzati nel cuore. Non proviamo paura, angoscia, rabbia in
una spalla o in un ginocchio ma sperimentiamo queste emozioni nel
cuore. Esso può arrivare a farci sentire un dolore sordo quando stiamo
male o una profonda gioia quando camminiamo nell'armonia. Ancora è nel
cuore che esplode il samadhi o emozione d'Amore assoluto che ci unifica
all'Essere, dissolvendo la separazione del nostro piccolo ego. Nel
samadhi raggiungiamo la terra del Sè e ci liberiamo dalla catena delle
rinascite vivendo nell'emozione suprema: l'Amore di Dio. Quando il
nostro cuore è gonfio di dolore non è possibile rimuovere gli NTK,
gettarli nel dimenticatoio e renderli silenti. Occorre scovarli,
snidarli comprendendo il messaggio in essi insito. Una volta
individuati tramite l’ipnosi regressiva o il sogno notturno di
regressione o la meditazione si deve decifrarne il codice
karmico-emozionale e ciò richiede un attento e scrupoloso lavoro
linguistico-simbolico di retorica psicoterapeutica. Quando la
combinazione scatta, il paziente abreagisce con il pianto.
Durante
la seduta d’ipnosi regressiva si verifica una scarica emozionale che
deve giungere alle radici più profonde del conflitto. Ho
parlato di "radici" (al plurale) per specificare che estirpare ogni
sorgente del disturbo è essenziale per non farlo rigenerare. Forse in
questo Nonno Freud incontrò dei limiti che demotivarono il suo impegno
verso l'ipnosi.
Lascio sfogare i soggetti in questo abreagire "a
dirotto", incitandoli a non provare imbarazzo, a non vergognarsi delle
proprie emozioni. Il pianto catartico è un'esperienza meravigliosa e
liberatoria al termine della quale esplode una seconda "bolla"
antitetica ma complementare alla prima: il nucleo della gioia. Appena
vedo emergere la luce della felicità, la incentivo persino con un gesto
ironico, una frase buffa. Il paziente a questo punto ride
convulsamente. Ho assistito a sfoghi esilaranti durati diversi minuti
ed anche in questo caso sono le lacrime a dirmi che si è raggiunta la
radice del riso.
Chiamo questa catarsi di doppia polarità
ABREAZIONE PIANTO-RISO EMOZIONALE (APRE). Una APRE è un toccasana per
la detensione dei nuclei NTK.
Non tratto mai insieme diverse “bolle”
di tensione emotiva, ma mi dedico ad una sola di esse. Anni di
osservazione mi hanno portato alla conclusione che esista una reazione
a catena di riequilibrio karmico. Riuscire a recuperare l'energia
spirituale incarcerata in un NTK incrementa l'attitudine del soggetto a
risolvere altri nuclei tematici ed inoltre facilita il ripristino di
un'armonizzazione affettiva e psicologica. La dissoluzione di un NTK
permette al paziente di sviluppare un salto quantico di energia
spirituale lungo il suo processo evolutivo. La sintomatologia esterna
più evidente consiste in un maggior entusiasmo e in un'accresciuta
creatività che egli comincia ad infondere in ogni settore della propria
esistenza. Se le "bolle" della sofferenza lasciano libero il Sè di
esprimersi fiorisce l'Amore per sè e per gli altri.
Un'ulteriore legge penso di aver appreso dalla mia esperienza: quella della MATURAZIONE DEGLI NTK.
Alcuni NTK possono essere troppo “acerbi” per pretendere di farli
abreagire. Anche i frutti del karma richiedono fasi di maturazione
biologico-spirituale. Questa può essere la ragione per la quale non
esiste una matematica certezza che una “bolla” possa essere curata.
Gli
NTK sono certamente condizionati anche dalle emozioni e dai conflitti
della vita attuale che anche la psicoanalisi può coadiuvare a
risolvere. Essa però non estirpa le radici emozionali-karmiche del
disturbo come invece l’ipnosi regressiva può tentare di fare.
Un'altra conclusione a cui sono giunto è quella che esista nelle vite una COAZIONE KARMICA EMOZIONALE.
Si
tratta di una legge destinica secondo la quale si reiterano accadimenti
conflittuali della stessa natura nel corso del tempo al fine di enfiare
o di tendere gli NTK. Non è casuale che esistano recidive e
provocazioni del fato che continuano a porci di fronte alla stessa
tematica. La vita è maestra di ripetizione emozionale e ci esorta a
crescere fin quando non abbiamo appreso la lezione del dharma.
La
progressiva dissoluzione degli NTK è una delle strade aperte
all'evoluzione dell'Essere, uno yoga di graduale liberazione. Esiste
d'altra parte un'eccezione che conferma la drastica legge del karma:
essa esula da ogni giogo, da ogni costrittiva prova. Mi sto riferendo
alla Grazia di Dio che dissolse la tenebra e quindi anche gli NTK dal
cuore di Saulo sulla via di Damasco o del ladrone di fianco alla croce
di Cristo.
L'accoglimento
dell'Entusiasmo divino favorito dall'APERTURA DEL CUORE in un
improvviso parto di Fede può essere in grado di rischiarare
improvvisamente la tenebra del karma, al di là di qualunque
legge biologica e spirituale. "Oggi sarai con me in Paradiso": questo
risponde il Cristo a colui che non sceglie il lungo sentiero, ma
spalanca l'estasi del proprio Sè all'accoglimento dello Spirito Santo.
In questo modo può essere guarita eternamente la vera malattia dell'uomo: l'ignoranza.
Un'altra considerazione che voglio esporvi è quella della REFRATTARIETA’ KARMICA CONNATURALE O ACQUISITA.
In un soggetto può sussistere un blocco karmico apparentemente
invalicabile integrato nella sua struttura spirituale che di per sè è
irraggiungibile alla terapia regressiva. Non sto parlando in questo
caso della responsività del paziente all'ipnosi, magari egli manifesta
un'ottima sensibilità alla trance e al suo approfondimento, ma non
accede costituzionalmente al lavoro sugli NTK.
Di rimando tale
refrattarietà può essere acquisita. Noto una grande difficoltà
nell’approdo agli NTK se il paziente è stato trattato inconsapevolmente
da cattivi “curanderi” o se non è maturo per affrontare se stesso.
Esiste un programma spirituale di rispetto che non permette di usare
metodologie selvagge e password sbagliate lungo la perigliosa via
d’accesso al Sè. In questo caso si tratta di una sorta di immunità
acquisita alla regressione in soggetti maltrattati da incompetenti.
Purtroppo in Italia e altrove pullulano loschi figuri o self made men
che senza la debita preparazione si divertono a disastrare il Sé della
gente. Esistono ciarlatani che disconoscono l'estrema complessità
dell'edificio emozionale, psicologico e karmico dei soggetti che
trattano. La faciloneria e la presunzione favoriscono persino la
paranoia di poter seguire gruppi di persone, quando già un singolo
individuo rappresenta un onere di difficoltà e di responsabilità
estremo. Diffidate dai falsi guru e non pretendete come molto spesso
accade che sia io ad aggiustare delicati ingranaggi rotti da altri.
Ricordo
una paziente resa immune da un improvvisato sciamano che non riuscii ad
aiutare perchè aveva sviluppato una fobia alla trance invalicabile.
Vorrei
apporre un copyright a questo articolo perché ci tengo a rivendicarne
la paternità, esso è ancora spontaneo e da rivedersi nella forma, ma
contiene un “concentrato forte” di esperienze professionali che penso
vi emozionerà.
Buona Emozione e Buona Vita Angelo Bona
Per approfondimenti sul suo sito